venerdì, 04 luglio 2008

commenti (2)

menzogna avrebbe potuto dirlo meglio ma sarà per un'altra volta:
la risorsa rappresentata dai bar per spezzare in due la giornata, in questa settimana.
che tu magari sei lì che ottieni la quadratura del cerchio, termini riunioni con qualche punto interrogativo in meno, riesci a ridistribuire il lavoro su quote normali, ricevi telefonate quantomeno limitanti e hai lo stomaco in pezzi senza motivo, o forse brucia di inutilità e di marmellate disgustose che ti sembrano pendere come gocce da tutti i tuoi mezzi di comunicazione.
così, niente di meglio che appoggiarsi al baretto vicino al lavoro, e il giorno dopo in un altro, e poi un altro ancora. e non è quel poco che si beve, chiacchierando del più e del meno, spiando la strada e commentando sciocchezze. sono proprio questi baristi giovani, presi alle 7 della sera, con il locale ancora vuoto, che si annoiano, con la loro giornata in procinto di iniziare e  il loro stare allo scherzo e il prendervi in giro. si sta bene, pensi. si sta bene e si starà bene anche domani, sedute a scivolare via il pomeriggio. l'importante, ne siete quasi certe, è non tornare mai nello stesso locale due volte di seguito. mai. ne andrebbe della quantità degli stuzzichini.
e adesso sei qui che dai la solita sòla, che sembra la solita ma in fondo è parziale.
perchè dici poi ci vediamo in centro, e trenta secondi dopo averlo detto, organizzi un ammutinamento.
fai venire il centro da te.
perchè è così che dovrebbe essere, in un mondo perfetto.
e così sarà, stasera.

sento che potrei cambiare tutto. che se mi offrissero di andare, che so, in Etiopia, io andrei subito. oppure in Kosovo. identico. non mi era mai successo nella vita,di essere disposta a tali cambiamenti. a te?
sì, una volta.
e cosa è successo poi? c'è stato il cambiamento?
beh, sono venuto a vivere in Italia.

ma secondo te sono diventata irascibile?
direi di no.
davvero? oddio. l'entusiasmo mi pervade fino alla punta dei capelli.
voglio dire, c'è gente che se la macchina che la precede sbaglia corsia, oppure non parte immediatamente quando scatta il verde, è capace di scendere dalla propria auto e cominciare a urlare.
quello è il mio obiettivo per settembre.
venerdì, 04 luglio 2008

commenti (4)

menzogna avrebbe potuto dirlo meglio ma sarà per un'altra volta:
sono letteralmente divorata dall'ansia di vedere i visi delle creature in arrivo di Pitt-Jolie. avessi più soldi mi accaparrerei l'esclusiva delle foto. ne avessi meno, cercherei di farmi adottare.
in questo limbo economico, invece, mi rassegno a lavorare. e mi impegno, anche se faccio un po' di confusione tra le lingue. quando si tratta di esprimermi con gli stranieri, metto nella stessa frase parole appartenenti a più idiomi. devo avere un'area del cervello dedicata, e sta andando in crisi. mi rassicurano. dicono che capita, all'inizio. ma io sono sicura si tratti di una patologia che mi porterà alla morte in meno di 24h. venite a controllare, domani non mi troverete.







giovedì, 03 luglio 2008

commenti (16)

menzogna avrebbe potuto dirlo meglio ma sarà per un'altra volta:
Vabbè.
ho capito.
eh.
però lo sapete che sono distratta.
dai.
come potevate pretendere che io mi accorgessi di essere inseguita a sirene spiegate dai carabinieri in piena notte, dopo un concerto, mentre disquisivo su questioni fondamentali come l'abbigliamento tipico del narcotrafficante e/o l'altezza delle ragazze croate?
non ce la potevo fare.
in ogni caso ce l'hanno fatta loro, affiancandomi e sorridendomi amabilmente.
[tu e la tua amica vi siete guardate per un solo secondo.
senza parlare avete attivato la modalità ragazze stupide appena uscite da una festa]
[ok non ci è voluto un grosso impegno]


Update:
il mio amico mi ha scritto

Silvestrin te lo presenterei pure, magari quando passi da Roma, con il piccolo insignificante dettaglio che la sua donna forse non sarebbe troppo d'accordo :-) (a questo tu risponderai, "tu non ti preoccupare, pensa solo a presentarmelo e poi al resto ci penso io").

io dico.
che avere degli amici è meraviglioso.
capisci che ti vogliono bene quando fingono, per la conservazione del tuo amor proprio, di credere che tu possa rappresentare una REALE minaccia per la fidanSa del Silvestrin.

(cerco di rassicurarlo sulla mia inoffensività) (è tutta una tattica)

ps: ringrazio pubblicamente Pillow e la ditta CocaCola® per aver reso la mia serata di ieri una serata da mignolo alzato.




mercoledì, 02 luglio 2008

commenti (11)

menzogna avrebbe potuto dirlo meglio ma sarà per un'altra volta:
ti ripetevi , con i pistoni che ti lavoravano il sangue, camminando come un gambero, ridendo e guardando il panorama.

un anno fa camminavi per la stessa strada con Il Cane e il tempo era così fermo. irreale. l'aria rarefatta. un anno fa ti sedevi sullo stesso gradino e cercavi crepe nel marmo, adesso ci infili le dita per appoggiarti meglio e bere estathè.
adesso è tutto in movimento, cambia continuamente, all'inseguimento del tuo umore, dei tuoi desideri, del meteo.

ieri ti è stato detto qualcosa si sta muovendo, se vuoi andare anche in azienda, adesso è possibile. hai risposto eh, oh, bello, uh, che fortuna, però pensiamoci bene eh. c'è stato un momento in cui non volevi avere più nemmeno un minuto a disposizione, nemmeno un secondo. un momento che, però, è passato.

questo è il momento dell'andare via, del lasciare tutte le bellissime cose che hai qui per una specie di vacanza.
per trasferirti per un po'.
a un passo dalla tua compagna di banco del liceo, con cui hai diviso e dividi tutt'ora il lettino al mare con un auricolare per una e lei che ad ogni canzone dice bella questa! e non c'è bisogno di chiamare per passare a salutarla, tanto al limite scende a salutarti in pigiama.
vicino al tuo compagno di scuola artistoide, che potrebbe finalmente dimostrarti un briciolo di amicizia e rispetto e devozione presentandoti Silvestrin, dopo avergli detto che sei una strafiga assurda (non serve esserlo davvero, i maschi si influenzano a vicenda) o perlomeno dopo averlo drogato con della scopolamina.
il momento di passare da un concerto all'altro, da una sagra all'altra, da una strada ad una spiaggia.
il momento per ritrovare tutte le persone che in questi mesi hai fuggito come fossero appestate.
adesso ci sei. all'improvviso, è successo. e un po' te ne freghi se sei sembrata scomoda.
la forza della banda sta nel non dover piacere, perchè giocare al rock'n roll comunque è un'opinione*.

cammini come un gambero, con i pistoni che lavorano il sangue, ridi e ammicchi al panorama. sì.







martedì, 01 luglio 2008

commenti (27)

menzogna avrebbe potuto dirlo meglio ma sarà per un'altra volta:
Eccomi.
visto? l'altra volta era per creare suspance.
c'è da dire che oggi piove, e vi ho immaginato meno stressati del solito dal caldo e così mi sono detta serve un problema, arrivo subito.
e poi la stagione si adatta bene, la maggior parte di voi passa ore a spalmarsi addosso misture di autoabbronzante e aloe al fine di raggiungere il classico colorito giallo simpson, chi volete che si accorga davvero che sono qui.
e invece, ci sono: un po' Bob Dylan, un po' Elvis redivivo, ma anche qualcosa di meno. per esempio il modello Marcus, quel gran figo che ai tempi spopolava su Cioè e adesso chissà che fa (chissà se mi pensa). cercherò di essere all'altezza (di Marcus) (ma è difficile diventare poster A3) (mi riprometto almeno l'adesivo).
che dire.
non è che mi siate mancati, a dire la verità.
io sono sempre stata qui.
certo, Dim e Fra non mi hanno più potuta prendere in giro sulla mia folgorante e invidiabile e meritatissima carriera, questo è vero, ma posso garantirvi che lo hanno fatto per telefono.
certo, Maghetta non ha potuto dirmi che mi ama, ma tramite il Flickr ha avuto modo di dimostrarmi i suoi sentimenti.
Pillow e Thunder poi mi hanno seguita anche al purgatorio.
LadyR poi, quasi fino al cuscino prima di addormentarmi.
Absinth mi ha fatta ridere un sacco.
Beaticomerane lo so che mi pensava, ogni tanto.
Jojoy è passato di qua a cercarmi.
Flound ha dovuto interiorizzare i commenti lirici che di solito mi dedicava.
Fornit c'era.
Finestraio ha controllato che tutto fosse a norma di legge.
Gli altri, sì, vi ho visti. bene. sì.
ora si tratterebbe di avere qualcosa da dire, immagino.
mh.
vabbè ci penso.
ok.
ci ho pensato.
di quello che mi auguravo a marzo, beh. quasi nulla.
direi piuttosto che però me la sono presa comoda, con le persone.
ho fatto un po' di silenzio.
con alcune, non tornerò mai più indietro.
ho urlato un po' a sproposito.
ho anche proprio elegantemente rotto le scatole.
mi sono lamentata come una femmina.
non sono uscita quando faceva freddo.
non ho presenziato.
e non lo farò più, nè per gentilezza nè per dovere.
ho viaggiato quando non c'era proprio da farlo.
ho anche pensato d'aver capito tutto. è durato più o meno 6 ore.
mi sono buttata nel lavoro, proprio buttata, a peso morto.
e non ho chiesto molto.
quando l'ho chiesto, comunque, niente. ho sporto reclamo per recidere il rapporto, come da copione, ma mi ha risposto una centralinista evidentemente cerebrolesa offrendomi soluzioni come quella di acquistare ulteriori opzioni.
allora mi sono detta sai che c'è. che se non cambia niente, vuol dire che andava bene così com'era. e nello stesso momento in cui l'ho detto, è cambiato tutto.
purtroppo, non ho ancora sposato Pinketts (non mi vestivo sempre secondo l'umore del momento visto che cambiavo d'umore con velocità impressionante e trovo scomodo girare con dei cambi*). so che comprenderete la delusione.
quel che è certo, è che adesso non aspetto più che ci sia un momento più conveniente per parlare*. anzi, se è il momento sbagliato, meglio. oppure, aspetto proprio il momento sbagliato. prima o poi un equilibrio si troverà. non disperiamo.
ah. e non mangio più trancini. avete mai assaggiato i molinetti?
ah, e sono venuta un po' a riprendermi i miei attributi maschili, perchè c'è bisogno di una guida spirituale e allora eccomi a disposizione per questa società malata con i gggiovani che si fotografano nudi in cambio di pochi euro per comprare vestiti firmati. che schifo, ma adesso ci sono io a stilare un bel tariffario che aiuti l'imprenditorialità giovanile.
e ora basta.
sempre bulimica, io. o troppo, o niente.
vi bacio così tanto, ma così tanto che sembra quasi io vi debba dei soldi.





venerdì, 06 giugno 2008

commenti (17)

menzogna avrebbe potuto dirlo meglio ma sarà per un'altra volta:
Sono venuta solo a dare due ghiande a Salsiccia. che. insomma. povera bestia.
e poi ciao a tutti.
vi manco?
tanto?
comunque mai più che a Salsiccia.
lunedì, 24 marzo 2008

commenti (34)

menzogna avrebbe potuto dirlo meglio ma sarà per un'altra volta:
ATTENZIONE. RESTRINGIMENTO DI CARREGGIATA. RALLENTARE.
Significherà impiegare più tempo per arrivare a destinazione, ad andatura imposta.
L'unica prospettiva accettabile sarà quella di accelerare in un secondo momento.
Per una volta, dare più importanza alla meta che allo scorrimento del viaggio.

Questo blog è nato in un momento piuttosto.
Ora non ha più senso d'essere.
Fin quando esisterà, mi ricorderà che in caso di terremoti bisogna mettersi sotto i muri portanti e aspettare che tutto passi.
Fin quando esisterà, mi ricorderà che quando si è sotto i muri portanti e si vede tutto intorno crollare, ci si sente impotenti.
Adesso tiro la maniglia della porta e vado fuori*

E poi? e poi non lo so.
Mi auguro di trovare la voglia e il tempo di scrivere altrove. in caso avverto. (poi magari domani sono di nuovo qua e tutti voi a prendermi in giro, ma adesso è così)
Mi auguro di non avere nulla da scrivere.
di non aspettare che ci sia un momento più conveniente per parlare*
di ricominciare con gli atti di fede.
di raccontarmi.
di non scappare.
di bruciare tutto il contenuto del mio armadio e rinnovarlo da cima a fondo. magari ricomprare magari le stesse identiche cose, a conferma della mia scelta precedente.
di indossare un simbolo ancora molto a lungo.

e comunque. ora vado, sono stanchissima. e tanto ci vediamo in giro. vi leggo.
ciao.






sabato, 22 marzo 2008

commenti (2)

menzogna avrebbe potuto dirlo meglio ma sarà per un'altra volta:
l'incapacità acquisita di non entrare a gamba tesa.
la sensazione di disagio muscolare in questa nuova andatura.
che comunque, non si può negare, va.
(primum vivere, deinde philosophari)*
venerdì, 21 marzo 2008

commenti

menzogna avrebbe potuto dirlo meglio ma sarà per un'altra volta:
scent of power, lesson number 1

non rispondere ad una domanda ma continuare a fissare in silenzio l'interlocutore come quasi nulla fosse, in attesa di un seguito immaginario.
sposta nettamente l'attenzione dalla tua risposta all'appropriatezza della richiesta.
divertente nel giorno della crocifissione.


giovedì, 20 marzo 2008

commenti (13)

menzogna avrebbe potuto dirlo meglio ma sarà per un'altra volta:
Gallia est omnis divisa in partes tres

io e la mia distribuzione di girelle ai passanti affamati. passavo di lì e avevo fame.
io e la vecchia che credeva fossi una truffatrice di quelle che ingannano e rubano la pensione e non mi faceva entrare. e il mio telefonino prigioniero in casa sua, entrato in un momento di delirante svago. la vecchia bussa a finte porte per dimostrarmi che no, non c'è nessuno. io bestemmio gli dei altrui, perchè i miei li temo.
io e le perverse e troppe strade di Roma.
io e l'onestà intellettuale altrui, da riderne ore.
io e i miei grazie zitti e il muro rimbalzino e le fughe perchè devolavorare nonhotempodistarqua devolavorare midispiacedevoandare e non è vero niente, potevo restare potevo guardare o farmi guardare potevo inventare una scusa ma la realtà che ho scelto è stata scelta per un motivo, uno che al momento non ricordo ma era importante, di questo sono certa.
io e la rara e parziale esternazione della rabbia sottopelle, magnifica prestazione scioglilingua e  induzione alla fuga dei due malvagi coinquilini insulsi.
io e il sentirmi davvero stocazzo e non comprendere, davvero non comprendere, quando non mi si srotola un tappeto rosso davanti, ma si tende ad avvolgermici dentro nel tentativo di soffocarmici.
Io tutto, io niente, io stronzo ed io ubriacone,
io poeta, io buffone, io anarchico, io fascista,
io ricco, io senza soldi, io radicale,
io diverso ed io uguale, negro, ebreo, comunista
io frocio, io perché canto so imbarcare
io falso, io vero, io genio e io cretino,
io solo, qui, alle quattro del mattino,
l'angoscia e un po' di vino
e voglia di bestemmiare.

Secondo voi, ma chi me lo fa fare,
di stare ad ascoltare chiunque ha un tiramento
ovvio il medico dice «sei depresso»,
nemmeno dentro al cesso possiedo un mio momento
e io ho sempre detto che era un gioco
sapere usare o no d'un certo metro
compagni il gioco si fa peso e tetro,
comprate il mio didietro,
io lo vendo per poco.
Colleghi cantautori, eletta schiera
che si vende alla sera per un po' di milioni
voi che siete capaci, fate bene,
ad aver le tasche piene, e non solo i coglioni,
che cosa posso dirvi? andate e fate,
tanto ci sarà sempre, lo sapete,
un musico fallito, un pio, un teoreta,
un Bertoncelli o un prete
a sparare cazzate.
Ma se io avessi previsto tutto questo
(dati causa e pretesto) forse farei lo stesso
mi piace far canzoni e bere vino,
mi piace far casino, poi sono nato fesso
e quindi tiro avanti e non mi svesto
dei panni che son solito portare
ho tante cose ancor da raccontare per chi vuol ascoltare,
e a culo tutto il resto.

lunedì, 17 marzo 2008

commenti (17)

menzogna avrebbe potuto dirlo meglio ma sarà per un'altra volta:
Buongiorno, parlo col dott. X? Sono Menzogna.
...
Sono la ragaz- (no). Sono la studentes- (no). Sono la laureat- (no). Sono la dottores-(ma non mi posso presentare come dottoressa,dai).
...
Sono quella che le ha presentato Tizia.
Ah sì, bene, ho capito.
Mi scusi, è che non ho ancora ben compreso chi sono io.
Ahah.
sabato, 15 marzo 2008

commenti (10)

menzogna avrebbe potuto dirlo meglio ma sarà per un'altra volta:
certo che a volte ce ne vuole di rassegnazione per stendere le gambe sotto le lenzuola, o di coraggio per immaginare che qualcuno dall'alto ti tiri fuori dal letto e alzarti in un orario ingiusto, per dire stoarrivando, per correre come corrono solo i mucciniani, per alzare il volume fino a non poter pensare nulla che non somigli ad un'aspirina.
come anche ce ne vuole di rabbia sotto le ceneri per arrivare a strillare ai bambini dell'orrorifica neverland michealjacksoniana e poi riposizionarsi in sordina. e passare dieci minuti seduta sul pavimento del balcone, dove in fondo non fa freddo e si sta bene quasi fosse estate.
ce ne vuole almeno un po' di bellasperanza per sedersi sul muretto vicino al torrente di acque secondarie classe A e fermare tutto.
ce ne vuole.
e siamo ancora all'inizio, temo.



mercoledì, 12 marzo 2008

commenti (15)

menzogna avrebbe potuto dirlo meglio ma sarà per un'altra volta:
mettiamo caso che tu abbia due ore a disposizione ma che non sappia cosa fare.
mettiamo caso che tu sia in riserva.
perchè non finire tutta la benzina e, trovandoti a 50 m dal distributore, chiamare l'assistenza, che ti vengano a prendere col carro attrezzi?
perchè non corrompere (facendo la faccia da idiota) il tizio dell'assistenza per non rivelare il tuo tremendo segreto alla concessionaria?
e poi caricare il portabagagli di troppe cose per soli due giorni (ma non sono soli due giorni), con vestiti inadatti per il lavoro (ma chi ci va veramente?), e nel cassetto del cruscotto un paio di cioccolatini che servono sempre per l'effetto maggiordomo.
insomma si parte. sappiatemi ripiena di futuro come un panino.

martedì, 11 marzo 2008

commenti (7)

menzogna avrebbe potuto dirlo meglio ma sarà per un'altra volta:
la differenza tra be going to e will  non è affar mio.
affar mio è il gesso che tiene ferme le ossa fermabili.
è stare in silenzio il più a lungo possibile, così tanto che il silenzio non sia più interpretabile.
affar mio è solo diventare. e per diventare bisogna stare zitti.





mercoledì, 05 marzo 2008

commenti (15)

menzogna avrebbe potuto dirlo meglio ma sarà per un'altra volta:
love your neighbor as yourself
se ti sembra difficile, semplicemente, datti obiettivi raggiungibili.
amalo quanto ami il tuo cane, almeno. gioca col prossimotuo quando ti va e se hai la febbre o i capelli in disordine manda qualcun altro con lui al parco.
prossimotuo scodinzolerà comunque di fronte alle nuove scatolette piene di umido cibo semovente.
prossimotuo non puoi farlo dormire sul letto.
prossimotuo non deve abbaiare mentre stai mangiando.
prossimotuo se non obbedisce gli si toglie la pallina per punizione, fino a quando non si butta a pancia all'aria in segno di sottomissione.
e quando viene l'estate e prossimotuo butta caldo, lo puoi abbandonare sull'autostrada.
prossimotuo è proprio il migliore amico dell'uomo.

mercoledì, 05 marzo 2008

commenti (2)

menzogna avrebbe potuto dirlo meglio ma sarà per un'altra volta:
una di quelle giornate in cui uno non ha proprio voglia di fare niente, e dire che non si ha voglia di fare niente sembra già una fatica insostenibile. allora stai lì, guardi l'orologio, ti dici ok alla fine è quasi ora, e poi è ora, e poi era ora, e poi non sarebbe mai il momento giusto per certe cose, e poi ti alzi dalla sedia e non fai niente. ci vorrebbe un nuovo peccato capitale, per te.
martedì, 04 marzo 2008

commenti (13)

menzogna avrebbe potuto dirlo meglio ma sarà per un'altra volta:

Alla riunione dei vegliardi mi stavo divertendo fino a quando non è arrivato il mio corrispettivo al maschile. I vegliardi hanno detto  vorrebbero noi due ci conoscessimo meglio, che collaborassimo. Lui parlava di cinghiali, io di numeri. Lui di cose pratiche, io di conti che non tornano. Lui rideva da vero professionista, io tiravo la manica della mia responsabile per dire ehi mamma digli qualcosa lui ha studiato di nascosto. Direi che sarà la solita unione proficua.

Per il resto ho fatto il mio gioco, la mia puntata o, se volete, il mio harakiri. Le proiezioni dei giurati sono infauste, ma mai quanto quelle della mia prima volta al casino. Quella volta vinsi. Ok, nessuno mi cambiò le fiches in dollari, ma vinsi. Una vittoria durata meno di ventiquattr’ore, perché quando vuole Dio è un grande comico e io a quanto pare come spalla sono insostituibile. Questa volta ho puntato senza pensare di vincere, ma per liberarmi di quelle fiches.

E ora un'altra riunione, con altri vegliardi, altre maniche da tirare. E tasche leggere.

giovedì, 28 febbraio 2008

commenti (20)

menzogna avrebbe potuto dirlo meglio ma sarà per un'altra volta:
Volevo segnarmi che va tutto bene quello che finisce bene, che anche se magari non è ancora finito va bene lo stesso perchè so che prima o poi finirà, insomma volevo consigliarmi di stare a guardare  e che se anche non andasse bene poi in fondo come dire qua ho altro da fare che segnarmi che va tutto bene quel che finisce bene, che anche se magari non è ancora finito va bene lo stesso perchè so che prima o poi finirà, insomma volevo consigliarmi di stare a guardare e che se anche non andasse bene in fondo come dire qua ho altro da fare e ad un certo punto non so nemmeno a cosa serva segnarmi che va tutto bene quel che finisce bene, che anche se magari non è ancora finito va bene lo stesso perchè so che prima o poi finirà, insomma volevo consigliarmi di stare a guardare e che se anche non andasse bene poi in fondo come dire qua ho altro da fare, ed è questa lo novità che vale la pena segnarmi.
lunedì, 25 febbraio 2008

commenti (19)

menzogna avrebbe potuto dirlo meglio ma sarà per un'altra volta:

O sono improvvisamente diventata simpatica al genere umano universitario, O qualcuno ha sentito il bisogno di aggiornare le nuove leve su di una mia antica serata antica con un bel decelebrato i cui amici sono tuttiintornoame- lavoranointornoame - palestranointornoame, O hanno scoperto il blog. Sta di fatto che tutti sanno il mio nome, pure la barista che non mi ha mai rivolto la parola in otto anni.
Qualsiasi cosa sia, sorridono amabili.
E' solo mistificazione.
Sono quasi certa stiano per uccidermi.

 

Oggi, comunque, ho ufficialmente rinunciato alla mia vita privata. sappiate che non mi è costato alcuno sforzo, il che forse la dice lunga sulla qualità della mia vita privata.

a pranzo, ho preso il mio panino e mi sono seduta sulla panchina, ridendo da sola ripensando ad un episodio di Scrubs che però non posso mettermi qua a raccontare perchè ho paura non vi farebbe ridere e allora farei brutta figura e io le brutte figure accetto di farle solo in nome di bei decelebrati che però sarebbe meglio evitare anche quelle.

domenica, 24 febbraio 2008

commenti (16)

menzogna avrebbe potuto dirlo meglio ma sarà per un'altra volta:
non credo alle lusinghe a tempo determinato. ai puri frutti d'insonnia. ad una sola parola o respiro. una generale e democratica svalutazione di pensieri parole opere ed omissioni. 
come dare torto a Dio quando ride di noi. persino io, non onnisciente e nemmeno onnipotente, me ne onnifrego.
se fai male, il male torna*,
per cui mi astengo. abbasso solo gli occhi sul foglio, perchè cos'è che stavo leggendo fino ad un secondo fa, ho perso il segno.
credo ad un secondo piumone sul letto, all'abbassare le serrande prima di dormire (ma non completamente, perchè la luce entri nelle ore in cui è giusto che entri), nell'unduetrestella e nella merenda. nella ripresa piena della funzionalità polmonare, col budesonide che vola da me al cestino in una parabola mistica. nella tridimensionalità dei muretti vicino ai quali parcheggio. nelle chiacchiere leggere.
credo in chi ha letto il numero
e l'aforisma scritto in piccolo sulla mia pettorina o e ci ha puntato sopra dei soldi quando. [Tu mi hai senza contropartita. Perché? Perché quando mi hai vista sputare sangue mi hai preso la mano, perché hai pianto. Allora ascolta, amico. Io avevo un cane una volta. Quando tossivo mi guardava, abbassava le orecchie e diventava triste. E’ l’unica creatura che abbia mai amato. Io ti ho amato subito come quel cane]
*
a quanto pare ho il coltello a serramanico pronto nella manica della giacca, che negli scontri corpo a corpo sembra proprio essere una buona risorsa.

Apri la bocca e dai fiato, falli sentire indifesi*






martedì, 19 febbraio 2008

commenti (7)

menzogna avrebbe potuto dirlo meglio ma sarà per un'altra volta:
le fottutissime principesse patteggiano la pena annuendo piene di senso del dovere ma poi non consegnano gli effetti personali agli agenti di custodia e scappano in Messico.




lunedì, 18 febbraio 2008

commenti (11)

menzogna avrebbe potuto dirlo meglio ma sarà per un'altra volta:
svegliarsi e trovare l'arcobaleno nella stanza sembra un bell'inizio. un cd rovesciato sulla scrivania lo proietta dall'armadio alla parete. poco romantico forse, ma riproducibile.
così ti ritrovi, volente o nolente, a cercare la pentola d'oro e, prima di avventurarti in una discesa pericolosa, getti dei sassolini dall'altissima scogliera. sorprendentemente non si dissolvono, non scompaiono in una nuvola di polvere e frantumi, arrivano a terra e trovano agevolmente la loro nuova collocazione. non colpiscono nessun turista vagante, cadendo. forse avresti dovuto farlo molto molto tempo fa. ma cosa conta, saperlo adesso.
nell'euforia affondi il dito nel barattolo della tua nuova misantropia tutta da scoprire dichiarando guerra senza quartiere alle retrospettive psicologiche altrui sulla tua vita. fai spallucce di fronte all'orda armata. trovi il tempo di candidare Jung e Freud come tronisti da Maria de Filippi, prevedendo un grande successo che li consegni alla storia delle serate in discoteca.
in attesa di accompagnarli ai provini e sostenerli amorevolmente nel momento del bisogno, guardi un film. non trattieni gli sbadigli.
in attesa, c'è odore di tempesta nell'aria. e non hai nessuna paura dei tuoni.
non lo dici per autoconvincerti, è proprio che hai l'ombrello, l'impermeabile, i capelli lisci naturali. il mascara waterproof. gli stivali in gomma. niente paura del fango (l'unico fango che tu abbia davvero faticato a ingoiare ora lo puoi riscattare all'Inps). il mal di gola già ce l'hai. e sai come fabbricare un arcobaleno in casa. onestamente, ma cosa vuoi che ti succeda. 
e la voglia di pioggia battente sui vetri che non ti molla un attimo.
sapessi da quale porta precisamente sta uscendo la tempesta, le scriveresti welcome sullo zerbino davanti al suo uscio.
il vento sta cambiando. mi sa che arriva Mary Poppins.



venerdì, 15 febbraio 2008

commenti (17)

menzogna avrebbe potuto dirlo meglio ma sarà per un'altra volta:
non avessi tossito tutta la notte come un'eroina da romanzo in fin di vita, se non mi fossi svegliata a causa di un telefono che squillava incessantemente fuori e dentro dai miei sogni cui nessuno rispondeva, se non avessi dimenticato i documenti a casa e non fossi dovuta tornare indietro, se non avessi reso false dichiarazioni alla asl pur di avere il libretto sanitario, se non dovessi andare in biblioteca a cercare materiale che una volta trovato non sarò in grado di comprendere, se non avessi incontrato il migliore amico del Il Passato in palestra e non mi fossi rifugiata negli spogliatoi per quindici minuti buoni assicurandomi che fosse andato via per poi riemergere sentendomi nell'ordine scema, perseguitata, intrappolata nella macchina del tempo di Zapotec, questa sarebbe una discreta giornata di sole che vede scintillare la mia macchina pulita in un parcheggio non a pagamento, il count-down verso l'occupazione scorrere in un modo o nell'altro, il frigorifero riempirsi di leccornie, gli amici e i sanvalentini pronti a tenermi compagnia e casse di zerinol pronte a darmi man forte.
giovedì, 14 febbraio 2008

commenti (17)

menzogna avrebbe potuto dirlo meglio ma sarà per un'altra volta:
Buona festa dell'amore, e non lo dico ironicamente. se non c'è bisogno di un giorno per festeggiare, allora questo è solo un giorno in più e buon per voi. se deciderete di sabotare la Perugina, abbasserete i prezzi dei cioccolatini e buon per me. io oggi non arriverò in ritardo, e quindi dall'anno prossimo questo giorno non sarà più ricordato come il giorno di san Valentino, ma come quello del miracolo di Menzogna, quindi approfittatene ora. (per la moltiplicazione del pane con la nutella mi sto attrezzando)
se non avete niente da festeggiare, potreste passare la serata cercando di sabotare cenette romantiche altrui. un bel cuscino sotto il maglione e gridare Disgraziato all'entrata di un ristorante, guardando nel vuoto, creando il panico generale. e gli ometti potrebbero fingersi venditori di rose ambulanti e prendere a prestito strategie di placcaggio da quelli dell'euroclub, convincendo ogni donna che un uomo che non spreca un euro per una rosa durante una cena adducendo la vecchia scusa che sono fiori da cimitero, è soltanto uno squallido tirchio che va mollato lì all'istante per voi, che siete in realtà ricchi sfondati e fate questo mestiere per mettere alla prova l'umanità, e seguirvi nel vostro attico in pieno centro.
come è chiaro, a questo punto, di considerazioni sull'amore non ne ho, tengo gelosamente i miei aforismi da parte per una pubblicazione postuma.
il video che trovate qui sotto non vuole essere polemico. non richiede commenti. si tratta di fatti. comune quotidianità. e credo di capire persino le ragioni di chi preferisce non dover affittare a un disabile, prevedendo (forse a torto) di dover sostenere eventuali spese per modifiche che rendano accessibile l'appartamento et simili, e le agenzie immobiliari conoscono i loro clienti.  potendo scegliere, si sa, l'uomo non spicca per altruismo. però per dire. che questo mondo non è una favola in cui finisce tutto bene, ma nemmeno Andersen. e per questo trovo del tutto commovente festeggiare san Valentino, l'amore, i progetti di vita. il bipolarismo umano è affascinante.


martedì, 12 febbraio 2008

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menzogna avrebbe potuto dirlo meglio ma sarà per un'altra volta:
Elvis canta Fever e Bublè la rende una canzone da palco con tante lucine che si accendono mentre le persone per bene mangiano e bevono qualcosa. inaccettabile se hai provato la febbre, anche una volta sola. Fortunatamente, ci sono cose ben più importanti di cui parlare.
già.
...
silenzio.
...
ok, continuo io.
abito sopra un'officina meccanica. al primo piano. ogni due giorni qualcuno si presenta e si cimenta col fantozziano "lavoratoriiiiiiii", e ride da solo. vorrei tanto scendere per vedere le facce dei meccanici quando l'ennesimo comico si presenta, ma ho paura mi tirino uno spinterogeno, o il calendario di manuela arcuri.
...
sì.
ok. continuo.
qui all'international house qualcuno che mi assomiglia molto si è deciso a far qualcosa, poca roba, trascurabile, certo. però è un passo. più o meno quel passo in cui ci si ritraveste da se stessi sperando che nessuno si accorga dell'operazione di completo ridisegno del circolo sanguigno che scorre sottopelle. e l'amico, che è in albergo, serve anche lui a ridefinire i percorsi, strano a dirsi, perchè è lì, dove era anni fa, e girate per negozi, dove giravate anni fa, e il freddo è proprio lo stesso di allora e però adesso si fanno discorsi molto noiosi sulla carriera e tu pensi che da ora in poi sarà così, che tutti diranno noiprecari senoncisiaiutatranoiprecari e che il massimo del cambiamento sarà l'aggiunta alle conversazioni di qualche sonoincinta qua e là. meglio là, in ogni caso. sì perchè c'è anche questa di cosa del ritrovarsi a dire meglio là, e non l'avresti mai detto prima. si chiama prendereledistanze.
...
comunque continuo a preferire Elvis. anche se col vecchiovestito tirato fuori dall'armadio sta meglio Bublè, forse.

lunedì, 11 febbraio 2008

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menzogna avrebbe potuto dirlo meglio ma sarà per un'altra volta:

Da un mese a questa parte, scappo dalla maggior parte delle persone che conosco. se vado nella loro città, non avverto. se ritorno nella loro città, non avverto. se per l'ennesima volta sono lì, sotto casa loro, guardo a terra sperando di non incrociare sguardi.  non mi chiedono dove io sia, dandolo per scontato, e io non specifico. parlo al telefono mentre sono in autostrada. dovesei? in macchina. pecco di omissioni. inutili, peraltro. interpreto un accumulatore di distanze con discreto successo su di un palcoscenico off. Mi rifugio nella famiglia. Io. ah!
mi ordinano una pizza da un'altra regione, io infatti non ho credito nel telefono e pur di non scendere in cerca di una cabina telefonica onorerei la Quaresima. (riuscire a trasformare l'intera popolazione in un esercito di maggiordomi qualificati al mio servizio potrebbe essere un progetto troppo ambizioso per le mie potenzialità, ma bisogna riconoscermi la buona volontà. c'è dell'autocompiacimento nel sentirmi dipendente, e del vero amore nel lasciare che io mi renda tale)
alle 22.30 la pizza ancora non si vede.
una delle persone dell'altra città, che evito accuratamente, citofona. dorme in albergo (l'aveva detto, ma io non ricordo mai nulla). sale un attimo che deve ancora cenare e allora ceniamo insieme. telefona per mio conto alla pizzeria, strilla un po', e io dietro lo punzecchio difendimidifendimi. la pizza arriva. sono le 23.30.
non riesco a finirla perchè la persona che evito accuratamente fa domande e, quando rispondo con la zona lucida del cervello, guarda in basso a destra. quando le persone guardano in basso a destra stanno elaborando. non stanno inventando, stanno solo calcolando e con ogni probabilità poi tireranno le somme. e vedi, amico, sarebbe meglio che tu guardassi in alto a sinistra. ma poi subito in basso a destra. e poi di nuovo su.

se tu fossi un amico vero, mi taglieresti la pizza.

domenica, 10 febbraio 2008

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menzogna avrebbe potuto dirlo meglio ma sarà per un'altra volta:
Ho impacchettato tutto e sono tornata nella città del piumone fucsia, proprio quando avevo ormai imparato a fare la stessa strada sia all'andata che al ritorno (il che ha quasi del miracoloso). durante il viaggio ho imprecato, nell'ordine: contro il traffico - contro la curva con annesso camion fermo a sorpresa - contro la mia pigrizia -  contro il destino (che non esiste punto e basta) e contro il cd rigato che avevo nell'autoradio. una volta a casa, ho respirato. il che sarebbe anche bastato, in effetti,  ma non poteva finire troppo presto. così, ho aspettato che le lancette andassero di molto in avanti per dire: sonopronta chefacciamo usciamo? l'ho detto lentamente, sbadigliando. conquistato l'eremitaggio mi sono seduta rannicchiata, felice, a leggere. il gusto della panchina mentre la partita viene giocata. se vincono in campo, vince tutta la squadra, per cui anch'io. poca fatica, buffet dei vincitori. e non devo nemmeno regalare la mia maglietta ai sostenitori. io dico NO all'abuso dell'etica!

la pianto di dire scemenze e mordo il mio primo pandoro dopo diciott'anni, che è quasi Pasqua, 'sto pacconatalizio dovrà pur terminare prima o poi, e non riesco a ricordare perchè mai io abbia smesso di mangiarlo. anzi, sì, lo ricordo. è stato dopo l'ennesima volta che mio nonno lo portò a casa dicendo ilpandoro perMenzogna cui ilpanettone nonpiace.
e da allora panettone in cima alla classifica stagionale.
ma il pandoro non deve pagare lo scotto della mia preadolescenza, ha pur diritto ad un riscatto storico.

[perchè non pensiate io stia diventando un'irrimediabile obesa, sappiate che a volte dimentico di mangiare e bere per tutto il giorno] [eventi rari, ma eventi] [ma poi. voglio dire. pensatelo pure, che sto diventando un'irrimediabile obesa. in fondo. cioè.]



venerdì, 08 febbraio 2008

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menzogna avrebbe potuto dirlo meglio ma sarà per un'altra volta:
Questo periodo della mia vita s'intitola Uno spillo in un mare d'ovatta. secondo capitolo di una trilogia cominciata con l'episodio Mi dispiace, Andrea, tu hai scelto un dalmata* (da Io amo Andrea) e che proseguirà con l'attesissimo Mi trasferisco in America oggi pomeriggio alle cinque.


 


giovedì, 07 febbraio 2008

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menzogna avrebbe potuto dirlo meglio ma sarà per un'altra volta:
sempre ad un passo dall'emergenza. prima o poi, l'emergenza arriverà, più prima che poi tra l'altro, e io sarò bravissima nel chiamare a raccolta i soccorsi, visto e considerato che ne verifico la disponibilità praticamente ogni giorno. quasi come chiamare il 113 per vedere se rispondono, e poi riattaccare. (e, per essere precisi, il 113 non ha mai risposto quando l'ho chiamato. vi consiglio il 112)

mi sta bene il fucsia. me lo impongono persone senza mai avermi visto con indosso il fucsia, ma dagli appennini alle ande è stato deciso, negli ultimi anni: devo truccarmi, vestirmi e profumarmi di fucsia.  mettimi nelle mani di chiunque abbia un pennellino da trucco in mano, e ne uscirò una adolescente giapponese in vena di perversioni.

ho tagliato i capelli. un po'. poco. ok, impercettibile. ora la mia idea è quella di ficcarmi subito sotto il piumone (fucsia, tra l'altro) e rovinare la messa in piega nel giro di cinque minuti sprofondando in un sonno profondissimo e ristoratore. ovviamente non posso. la rovinerò cercando inutilmente di arricciare le ciocche intorno alle dita, alle penne, ai rocchetti di filo e al mestolo per la pasta.

...
faccio il numero.
riattacco.
siete lì, tanto, vero?
mercoledì, 06 febbraio 2008

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menzogna avrebbe potuto dirlo meglio ma sarà per un'altra volta:
oggi mi è stata fatta una dichiarazzzzione d'ammmore. Dio, non mi succedeva dai tempi in cui.. non mi era mai successo. succedeva nei telefilm e io pensavo che in effetti mi sarebbe dovuto accadere, e quindi ero infelice e riversavo la mia frustrazione sul fidanzato del momento.
devo segnarmi questo giorno sul calendario. il giorno in cui mi è stata fatta la prima dichiarazzzione d'ammmmore. (ok, il bambino di dieci anni quando io ne avevo sette non può essere considerato)
finalmente posso sentirmi adeguata allo standard americano e gettare le videocassette di beverly hills e gilmore girls. in pratica, una nuova vita mi attende. avrete presto mie notizie. (non so se potrò mai sprivatizzare questo blog. ora leggete in quindici, è vero. ma è molto più divertente)

(Il postino ha scritto il mio nome sulla cassetta della posta. dopo solo un anno e mezzo che vivo qui, già s'è stufato di cercarmi. la gente non ha più pazienza)