che tu magari sei lì che ottieni la quadratura del cerchio, termini riunioni con qualche punto interrogativo in meno, riesci a ridistribuire il lavoro su quote normali, ricevi telefonate quantomeno limitanti e hai lo stomaco in pezzi senza motivo, o forse brucia di inutilità e di marmellate disgustose che ti sembrano pendere come gocce da tutti i tuoi mezzi di comunicazione.
così, niente di meglio che appoggiarsi al baretto vicino al lavoro, e il giorno dopo in un altro, e poi un altro ancora. e non è quel poco che si beve, chiacchierando del più e del meno, spiando la strada e commentando sciocchezze. sono proprio questi baristi giovani, presi alle 7 della sera, con il locale ancora vuoto, che si annoiano, con la loro giornata in procinto di iniziare e il loro stare allo scherzo e il prendervi in giro. si sta bene, pensi. si sta bene e si starà bene anche domani, sedute a scivolare via il pomeriggio. l'importante, ne siete quasi certe, è non tornare mai nello stesso locale due volte di seguito. mai. ne andrebbe della quantità degli stuzzichini.
e adesso sei qui che dai la solita sòla, che sembra la solita ma in fondo è parziale.
perchè dici poi ci vediamo in centro, e trenta secondi dopo averlo detto, organizzi un ammutinamento.
fai venire il centro da te.
perchè è così che dovrebbe essere, in un mondo perfetto.
e così sarà, stasera.
sento che potrei cambiare tutto. che se mi offrissero di andare, che so, in Etiopia, io andrei subito. oppure in Kosovo. identico. non mi era mai successo nella vita,di essere disposta a tali cambiamenti. a te?
sì, una volta.
e cosa è successo poi? c'è stato il cambiamento?
beh, sono venuto a vivere in Italia.
ma secondo te sono diventata irascibile?
direi di no.
davvero? oddio. l'entusiasmo mi pervade fino alla punta dei capelli.
voglio dire, c'è gente che se la macchina che la precede sbaglia corsia, oppure non parte immediatamente quando scatta il verde, è capace di scendere dalla propria auto e cominciare a urlare.
quello è il mio obiettivo per settembre.







